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Un viaggio tra la Poesia, la Meditazione e l’Amore…

Cinque giorni… Tante vite

L’ultimo Romanzo di Rita Armanda Bigi

Una storia avvincente la cui narrazione è affidata ad una parola che corre sul ritmo di un dialogo incalzante.

Protagonista assoluto è l’Amore, capace di entrare ed uscire da ogni confine spazio-temporale e trapassare ogni pregiudizio, persino quello della morte.

La narrazione si sviluppa in un tempo ordinario, che va dai 5 giorni della fase iniziale ai 55 anni dopo, ma fa presagire anche una continuità ulteriore.

Un Amore per sempre, quindi, sorprendente come una favola, che mostra la vita dapprima come una Cenerentola umiliata e poi come una Principessa liberata.

E tutto dipende dallo sguardo di chi legge la storia, non solo del romanzo, ma della sua stessa vita. Se poi il lettore ci crede o no, alla favola, poco importa. In ogni caso, sia seme o tarlo, la parola resta dentro come un’ape che ronza: e se davvero fosse così?

Cinque giorni... Tante vite
Appunti di viaggio

Sette Storie di Confine

Sette storie tutte al femminile che rappresentano sette livelli di coscienza da percorrere, sul limitare di un mondo reale che lentamente sfuma verso la dimensione dell’oltre. Attraverso un crescendo scandito da sette tappe, che concedono il tempo per una pausa, la percezione del reale si amplifica e si espande al di là dei limiti umani convenzionali.

Protagoniste assolute sono le donne, capaci di essere madri di vita, di morte e di rinascita in un mondo dove tutto, anche un granello di sabbia, si può rivelare vitale e degno di essere salvato.

Io respiro, tu respiri, noi ci respiriamo

Io respiro, tu respiri, noi ci ispiriamo

La Meditazione Trascendentale e i suoi frutti nel campo dello sviluppo indi­viduale e sociale.

Non si vedono spesso fra gli scaf­fali delle nostre librerie opere dedicate interamente all’insegnamento della meditazione ai ragazzi.

Questo libro è perciò non comune, possiede inoltre il merito dell’originalità: senza le prete­se di un trattato esauriente (sono note sull’educazione alla meditazione), of­fre al pubblico interessato una lettura divertente, abbondante in elementi vi­sivi e di facile accesso a tutti, genitori compresi.

La frequenza delle testimo­nianze prese fra i ragazzi di scuola ele­mentare e media, che hanno sperimen­tato per primi i metodi qui esposti, danno al contenuto dell’opera il meri­to dell’attendibilità e dell’autenticità.

Il Segno e il Senso

Il Segno e il Senso

“Il Segno e il Senso” nasce dal risultato di un’esperienza che ha accomunato, nell’universo dei segni, alunni di scuola elementare e media.

In questa avventura espressivo-comunicativa (conoscenza della lingua come espressione di un sentimento e come mezzo di comunicazione di un pensiero) mi hanno seguito e mi hanno sostenuto, collaborando attivamente, la professoressa M. Antonietta Boriani, docente di educazione artistica della Scuola Media Donatello che, insieme alla classe II B, si è occupata del “senso” nel segno iconico, e gli insegnanti dell’VIII Circolo Didattico: Daniela Romagnoli, Angela De Sanctis, Giovanna Manso, Roberto Catalani, Ombretta Aureli, M. Antonietta Andreotti, Enrichetta Susini, Floriana Giampieri, M. Vittoria Lanari.

Lo scopo è stato quello di dotare gli alunni di un bagaglio di esperienze concrete, segniche e, in particolare, linguistiche. Ciò ha determinato la necessità dell’atto produttivo. A sua volta l’atto produttivo, per esigenze di concretezza, ha imposto la presenza di un interlocutore mediante la pubblicazione del prodotto.

E’ nato così, con l’apporto significativo di tutti, il nostro SEGNO-SENSO.

Gli Altri

Gli Altri

Vivere l’handicap non significa solo vivere un disagio funzionale, bensì subire tutte le conseguenze derivate da una diminuita vita di relazione. Ne consegue che in un bambino basta un deficit fisico, motorio o sensoriale, per limitare l’esperienza-conoscenza e provocare inevitabilmente un ritardo o comunque un rallentamento del processo evolutivo.

Quindi, se l’ambiente con le sue sollecitazioni è determinante per l’apprendimento di ciascun individuo, è quanto mai indispensabile che al bambino handicappato, già limitato nelle sue capacità di comunicare e di interagire, si garantisca un ambiente ricco di stimolazioni compensative e alternative tali da incentivare al massimo l’iniziativa e il protagonismo.

Ad esempio fare un esercizio di estensione del braccio non è una terapia passiva se c’è un oggetto da afferrare che, con la forza della motivazione, costringa a organizzare il movimento e ad esercitare una capacità decisionale.

È proprio in questo ambito che tra le varie strategie rieducative trova la sua ragione d’essere l’ippoterapia, cioè una tecnica riabilitativa che sceglie il cavallo come oggetto mediatore, come oggetto-stimolo alla strutturazione del comportamento.

Appunti di viaggio

Appunti di viaggio (N° 50 set-ott 2000)

San Paolo ci insegna che l’uomo possiede “tre dimensioni di conoscenza, somatica, psichica, pneumatica, cioè del soffio o pneuma, e quest’ultima viene indicata come la dimensione spirituale, quella dell’io profondo, dominio della ricettività e dell’ispirazione”.

Ecco, a me era successo di toccare con mano tale dimensione, pur essendo all’oscuro di tutto, il giorno in cui accettai con riluttanza di portare in classe l’immagine che riproduceva l’icona della Trinità di Rublev, per sottoporla all’osservazione dei miei allievi, una classe di seconda media. Una proposta che avevo accolto solo per non deludere la calorosa insistenza di un’amica che conosceva sia il mio metodo di lavoro, sia l’intensità espressiva dell’icona.

Mi ero limitata al ruolo dell’osservatore incredulo e anche scettico. E giustificavo il mio operare come una stravaganza che mi concedevo per il gusto della sfida.

Appunti di viaggio

Appunti di viaggio (N° 30 mar-apr 1997)

Rita Armanda Bigi Falcinelli, che ha insegnato fino a pochi mesi fa in una scuola media inferiore di Ancona, ha voluto donare ai lettori degli Appunti di Viaggio il frutto di anni di ricerca svolta con i suoi alunni; una ricerca fatta utilizzando gli strumenti tipici della meditazione: consapevolezza, immaginazione, silenzio. Ne sono sbocciati fiori molto belli che Marzia Pileri ci presenterà nei vari numeri degli Appunti di questo nuovo anno.

Con questo ultimo articolo conclu­diamo la serie di componimenti che ci hanno accompagnato durante tutto l’anno, grazie al lavoro com­piuto in classe dalla professoressa Rita Bigi Falcinelli ed al contributo anonimo dei suoi alunni, autori validissimi ed interessanti.